CATARATTA

CATARATTA

La cataratta è l’opacità totale o parziale del cristallino, la minuscola lente posta all’interno dell’occhio che mette a fuoco le immagini trasmesse al cervello. 
Non è una patologia esclusiva dell’anziano, esistono infatti varie forme di cataratta: cataratte congenite; cataratte secondarie a forme patologiche dell’occhio (glaucoma, uveite…) o dell’organismo (es: il diabete); cataratte nei miopi elevati; alcune rare forme dovute ad assunzione di farmaci per lunghi periodi (es: il cortisone). 

Il sintomo più comune è l’abbassamento progressivo e graduale della vista; il paziente si accorge che la visione si oscura e si annebbia, che incontra difficoltà a leggere, a guardare la televisione, a distinguere oggetti posti a media distanza, a guidare, soprattutto di notte. Un altro disturbo comune è un cambiamento nella qualità della visione: se prima si vedevano bene gli oggetti lontani e invece era difficoltoso leggere, con il progredire della cataratta la situazione si inverte. 
Non è inoltre rara la sensazione di percezione sdoppiata dell’immagine o la presenza di aloni intorno alle sorgenti luminose. È poi frequente la fotofobia, ovvero l’intolleranza alla luce.

L’intervento di cataratta che il dottor Ghilotti esegue presso il proprio Centro Chirurgico è uno di quelli che beneficiano maggiormente dell’evoluzione tecnologica riguardante la chirurgia oftalmica. Proprio per questo è uno dei più indicati da eseguire in regime ambulatoriale. La tecnica che si è rivelata ideale è senza dubbio la facoemulsificazione in anestesia topica (solo con gocce di collirio) con impianto di lente intraoculare (IOL) pieghevole. Il primo controllo post operatorio viene effettuato circa 30 minuti dopo l’intervento, l’anestesista verifica le condizioni generali del paziente ed autorizza la sua dimissione. Dal punto di vista visivo il paziente riferisce in genere un grande miglioramento, anche se ancora disturbato dalla midriasi farmacologica, quindi si raccomanda l’uso di occhiali da sole durante il ritorno a casa e nei primi giorni dopo l’intervento.